Gioco del Burraco

Come accade per tutti i giochi, una volta diventati famosi, inizia la ricerca delle loro origini storiche. Ecco, dunque, alcuni cenni storici sul gioco del burraco. Non ci sono delle informazioni certe, ma pare che il gioco sia nato in Sudamerica, precisamente in Uruguay, quando nel 1940 fu modificata la canasta.

L’arrivo in Italia è datato 40 anni dopo, quando fu la Puglia ad accogliere il “nuovo” gioco. Inizialmente, tuttavia, le regole erano ancora poco conosciute e parecchio approssimative, al punto da essere persino diverse da tavolo a tavolo. Inizialmente, il gioco del burraco era basato su singole partite, ma in un secondo momento fu data vita ai tornei, semplicemente cumulando i punti delle varie partita. Fu proprio l’introduzione dei tornei la svolta del gioco del burraco : infatti il gioco iniziò a prendere piede proprio non appena dilagò la “moda” dei tornei. Di conseguenza, ovviamente, fu necessario anche fissare delle regole per così dire “universali” e univoche.

Specialmente nei primi anni, il gioco del burraco era diffuso soprattutto tra le signore più abbienti in occasione dei classici incontri dei ceti medio-alti, ma man mano iniziò ad essere giocato con maggiore costanza anche nei circoli, sostituendosi persino al bridge ed alla canasta. Ormai il burraco è diventato una moda diffusa: lo si gioca tra amici, in occasione di appositi tornei organizzati, persino in spiaggia ed in maniera virtuale, da quando infatti sono stati istituiti appositi siti che danno la possibilità di vivere il gioco del burraco online.

Inevitabilmente l’exploit è cresciuto, arrivando al vero ‘boom’ negli anni ’90, e attualmente il gioco del burraco è uno dei più praticati in Europa, essendo riuscito a dilagare anche in altre parti del continente, specialmente in Francia e Spagna.

L’Italia, dal canto suo, ha già la propria Federazione Italiana, la FI.Bur (Federazione Italiana Burraco), creata nel 1997 e con sede a Milano. Obiettivo della FI.Bur è quello di divulgare il gioco del burraco in Italia e, a quanto pare, la missione sta procedendo con ottimi risultati. I tesserati, in poco più di dieci anni, sono già 160.000 – secondo quanto riporta il sito ufficiale della Federazione – e ben 280 sono l associazioni affiliate ad essa. La Fi.Bur ha anche un suo proprio statuto, dettagliato e composto da ben 26 articoli relativi alla gestione propria delle associazioni ed inoltre ha avuto il merito di mettere su un vero e proprio regolamento “definitivo”.  Sempre alla Fi.Bur si appoggiano un gruppo di arbitri “ufficiali”, suddivisi in varie categorie: arbitri nazionali, arbitri regionali, arbitri provinciali, arbitri di circolo ed arbitri onorari.

Esiste poi, inoltre, la FIBAS, vale a dire la Federazione Italiana Burraco Agonistico Sportivo, con sede a Bologna, e nata più recentemente.

Insomma, si tratta di un fenomeno sempre più in espansione che, presumibilmente, continuerà ad ampliarsi, non avendo ancora abbracciato in pieno la fascia d’età adolescenziale, quella che – com’è noto – risulta decisiva affinchè le nuove mode diventino dei veri  “boom”.